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Il metodo sperimentale al servizio della legislazione del lavoro

Una domanda interessante: l’introduzione in Italia delle agenzie di lavoro temporaneo (1997) ha fatto aumentare la quota di lavoro precario rispetto al totale? La stessa domanda potrebbe porsi per la riforma del contratto a termine (2001), o per la legge Biagi (2003), o per ciascuno degli altri provvedimenti legislativi adottati in materia di lavoro negli ultimi 50 anni. E poi: le leggi che hanno introdotto maggiore flessibilità hanno prodotto davvero un aumento dell’occupazione, oppure no? Quali categorie di lavoratori ne hanno beneficiato e quali no? Una detassazione selettiva dei redditi di lavoro femminile influirebbe – e quanto – sul tasso di occupazione femminile? Ancora più interessante: quali effetti ha ciascuna norma di tutela della stabilità del lavoro sui livelli retributivi, oltre che sui livelli occupazionali? In altre parole, il lavoratore paga un “premio assicurativo” implicito in cambio della sicurezza del posto, oppure no? Se lo paga, a quanto ammonta il “premio”?

Se in quest’ultimo quarto di secolo avessimo potuto porci queste domande e disporre di risposte attendibili, ci saremmo risparmiati dispute teoriche senza fine e scontri politici estremamente aspri, accompagnati addirittura dallo spargimento del sangue di  tanti studiosi del diritto e dell’economia del lavoro.

Oggi le scienze sociali consentono di dare risposte precise a domande di questo genere,  applicando metodi di rilevazione e verifica sperimentale del tutto simili a quelli che si applicano per il controllo delle terapie mediche sulla salute delle persone. Il confronto tra quanto accade a un campione “trattato” e quanto accade, a parità di altre condizioni, a un campione statisticamente identico “non trattato” consente di individuare e misurare gli effetti diretti e indiretti di numerose misure di politica del lavoro, siano esse di natura normativa, o tributaria, o di altro genere (come l’attivazione di determinati servizi nel mercato del lavoro, o la sperimentazione di campagne di informazione od orientamento, ecc.).
Anche il legislatore incomincia a rendersi conto dell’importanza cruciale che l’applicazione di questo metodo può assumere per lo sviluppo della legislazione del lavoro: mentre incomincia a formarsi un patrimonio internazionale di esperienze e dati in proposito, in Italia la sperimentazione incomincia a essere proposta in diversi progetti di legge, come passaggio necessario in preparazione delle riforme più rilevanti (così, per esempio, la sperimentazione di modelli di flexicurity è proposta nel disegno di legge A.S. Ichino e altri n. 1481/2009, mentre il disegno di legge Morando e altri A.S. n. 2102/2010 propone l’affidamento alla Banca d’Italia di un esperimento fondato sulla simulazione di una detassazione selettiva dei redditi di lavoro femminile, per la misurazione dei relativi effetti occupazionali).

Il censimento degli esperimenti e studi di questo genere compiuti in tutto il mondo e la discussione della loro utilità per lo sviluppo della legislazione in materia di lavoro e relazioni industriali costituiranno l’oggetto di un convegno internazionale che la Fondazione Giuseppe Pera, in joint venture con il CEPR-Centre for Economic Policy Research di Londra e la Banca d’Italia, sta organizzando a Lucca per la fine di marzo 2011.

Il convegno – il primo su scala mondiale dedicato a questo tema, secondo l’approccio del labor law and economics – sarà aperto da quattro relazioni principali, delle quali due affidate ad economisti (John List e Josh Angrist) e due a giuristi (Antoine Lyon-Caen e Francesco Clementi), seguite da numerose comunicazioni di studiosi di ogni parte del mondo. L’obiettivo che la Fondazione Giuseppe Pera si propone con questa iniziativa è innanzitutto promuovere e diffondere la consapevolezza dell’importanza decisiva del metodo sperimentale anche nel campo delle politiche del lavoro. Inoltre dar vita a una rete internazionale di studiosi interessati a restare in contatto tra loro su questo tema e a far circolare in modo sistematico i risultati di esperimenti e ricerche in proposito.

Pietro Ichino.